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Firenze

Inaugurato il nuovo Palazzo di Giustizia a Novoli

Presenti, oltre al ministro Severino, il sindaco Renzi, il presidente della Corte d'Appello Drago, il procuratore Deidda, il presidente degli avvocati Paparo, il prefetto Padoin, monsignor Betori
23/01/2012 - 18:22

E' stato inaugurato questa mattina, lunedì 23 gennaio, a Firenze il nuovo Palazzo di Giustizia, pronto dopo trent'anni.

 

 

Una ‘casa’ per giudici e avvocati, seconda per estensione solo a Torino, che caratterizzerà sempre di più il quartiere di Novoli e cambierà anche lo skyline di Firenze competendo, quanto ad altezza, con la Cupola del Brunelleschi e la Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio.

 

La struttura ha visto alla sua inaugurazione stamani alla presenza del ministro della Giustizia Paola Severino.

 

Il Palazzo interessa un’area di tre ettari, con una superficie utile di circa 135.000 metri quadrati, un volume di 520.000 metri cubi, distribuito all’interno di quindici corpi di fabbrica. L’altezza massima fuori terra è di 76 metri.

 

La realizzazione dell’edificio è stata curata dal Comune di Firenze con finanziamento del Ministero della Giustizia. L’importo complessivo del finanziamento dei lavori è di circa 138.000.000 euro (Iva compresa). Sono invece state realizzate con oneri a carico del Comune tutte le sistemazioni esterne (comprese due piazze, il controviale di viale Guidoni con verde e arredo urbano, l'area sosta a disposizione delle auto di servizio degli uffici giudiziari). Ulteriori fondi del Ministero, 5,6 milioni, sono stati ottenuti per il sistema di sicurezza e per gli arredi. All’interno del palazzo è stato realizzato anche un asilo nido per 36 posti per i dipendenti degli uffici giudiziari. Il trasloco degli uffici giudiziari è cominciato nelle scorse settimane e continuerà fino a quando l’immobile non sarà completamente a regime.

 

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti, oltre al ministro Severino e alle autorità militari e alle forze dell’ordine, anche il sindaco Matteo Renzi, il presidente della Corte d’Appello Fabio Massimo Drago, il procuratore generale della Toscana Beniamino Deidda, il presidente dell’ordine degli avvocati Sergio Paparo, il prefetto Paolo Padoin, monsignor Giuseppe Betori, il presidente della Regione Enrico Rossi, il presidente del tribunale Enrico Ognibene, il procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi.

 

“Questa struttura - ha sottolineato Renzi - ha avuto un iter complesso, il primo atto urbanistico risale al 1995 e la posa della prima pietra al 1999, ma adesso finalmente abbiamo dimostrato che le scommesse, anche se con un po’ di fatica, si possono vincere. Dopo 30 anni di procedure e anche di discussioni i fiorentini hanno una nuova ‘casa’ della giustizia”.

 

“Credo - ha continuato - che la giustizia abbia bisogno di ritrovare quella credibilità che è in qualche modo anche l’obiettivo di questo palazzo. Mi auguro che il Governo scriva una pagina nuova su questo tema. Mi piace pensare che questo grande palazzo possa aiutare Firenze e tutto il Paese a dire, come sosteneva Calamandrei anche se in un contesto completamente diverso, che ‘abbiamo ritrovato la Patria’, abbiamo cioè ritrovato gli elementi su cui esprimere delle valutazioni condivise e non una costante tensione”.

 

Renzi ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato per la realizzazione del nuovo palazzo, compresi i precedenti sindaci e Governi, e “in particolare il ministro Alfano che, in un momento di difficoltà ha voluto collaborare con grande senso di collaborazione istituzionale”, e ha ricordato che adesso si aprono nuove sfide per la città, ovvero ridisegnare alcuni contenitori del centro storico da dove stanno traslocando gli uffici giudiziari (San Firenze, San Martino, Corte d’Appello) e completare lo sviluppo di Novoli “facendo diventare centrale la periferia”. (edl)

 

 

 

Gli avvocati fiorentini avevano annunciato che oggi non avrebbero partecipato all'inaugurazione del nuovo Palazzo di Giustizia, perché "esclusi" dall'organizzazione della cerimonia inaugurale, ma hanno poi cambiato dopo una telefonata del ministro della Giustizia Paola Severino a Sergio Paparo, presidente del consiglio dell'ordine degli avvocati di Firenze.

 

E' stato lo stesso Paparo a spiegarlo ai giornalisti al termine della cerimonia. "Ho ricevuto una telefonata personale del ministro - ha raccontato Paparo -, che abbiamo interpretato come un atto di sensibilità e attenzione nei confronti dell'avvocatura. Il ministro ci ha dichiarato il suo imbarazzo istituzionale a inaugurare un palazzo della Giustizia senza gli avvocati: nel momento in cui un ministro si rappresenta così alla categoria era per noi doveroso essere presenti". "Abbiamo dunque partecipato oggi a questa festa - ha proseguito -, la polemica é superata. Certo restano problemi, anche gravi, da risolvere. Siamo molto contenti di avere un unico luogo dove lavorare tutti insieme: oggi è un giorno di festa e sarebbe scortese soffermarsi sui problemi di accessibilità, sosta e servizi che ancora rimangono comunque aperti. Il Palazzo è bello, ma deve essere anche funzionale". Paparo, che oggi a margine della cerimonia si è soffermato a parlare con il ministro, ha spiegato che "in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario noi rappresenteremo uno stato di disagio e formalizzeremo una protesta simbolica. Sarà letto un documento e poi lasceremo l'aula".

 

"Speriamo che ci sia una giustizia migliore oltre che un palazzo di giustizia migliore". Lo ha detto il Procuratore generale della Repubblica di Firenze, Beniamino Deidda, a margine dell'inaugurazione del nuovo palazzo di giustizia de capoluogo toscano, stamane alla presenza del ministro della Giustizia, Paola Severino. "Mi pare - ha proseguito Deidda - che lo spazio ci sia. La funzionalità della giustizia non dipende comunque dalle aule, ma da noi". Poi, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla questione dell'emergenza carceraria, Deidda ha detto: "Il problema delle carceri è un problema serissimo. Il più serio che c'é oggi. Del resto il ministro si è mosso sulle carceri come prima cosa. Questo - ha concluso Deidda - è il segno di una situazione assolutamente drammatica" . 

 

"Oggi si compie un cammino cominciato nel 1995, costellato di ostacoli, che ci ha portato a inaugurare una vera cittadella della giustizia, la seconda in Italia". Così il ministro della Giustizia Paola Severino è intervenuta stamane alla cerimonia di inaugurazione del nuovo palazzo di giustizia. Il ministro ha sottolineato I vantaggi in termini di "efficienza" nella concentrazione degli uffici in una sola sede e "il risparmio di sprechi". 
 

"C'e già un tavolo di confronto aperto con tutte le professioni. Io spero, già in questa settimana, di avere tempo e modo di poter tenere un'ulteriore riunione, sempre per colloquiare con i rappresentanti delle professioni". Lo ha detto il Ministro della Giustizia, Paola Severino, rispondendo ai giornalisti che le chiedevano delle liberalizzazioni sulle professioni, con particolare riferimento a quella degli avvocati. Il tavolo, secondo il ministro, servirà per "spiegare loro il senso di quello che abbiamo fatto. Anche se loro lo conoscono perfettamente, perché avevamo già preannunciato tutte le cose che poi abbiamo attuato attraverso il decreto legge. Adesso dobbiamo andare avanti e fare le cose veramente importanti per un grande recupero di efficienza e di concorrenzialità qualitativa della nostra avvocatura".

 

"Firenze sarà una delle sedi del tribunale delle imprese. Un importante esperimento che potrà contribuire a rendere migliore l'immagine del nostro Paese all'estero, anche sul piano della competitività delle imprese". Lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino oggi nel suo discorso in occasione dell'inaugurazione del nuovo palazzo di giustizia di Firenze. "Al momento queste sedi corrispondono alle sezioni specializzate - ha aggiunto -. Ma sono numeri che potremo rivedere. Appena possibile effettuerò un giro presso queste sezioni specializzate, per vedere se occorrerà aumentare mezzi, uomini e risorse. Anche dalla giustizia si gioca l'immagine del nostro Paese, perché sia apprezzato come merita di essere".  

 

 

 


 
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