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"Il cavaliere del Giglio"

Farinata degli Uberti protagonista di un romanzo storico
09/07/2008 - 09:14

Lo chiamavano Farinata, in realtà il suo nome era Manente. Apparteneva a un’antica famiglia fiorentina – gli Uberti – di parte ghibellina.
Viveva a Firenze (siano nei primi decenni del XIII secolo), insanguinata dalle lotte tra guelfi e ghibellini.
Farinata comandava i ghibellini e nel 1248 riuscì ad avere la meglio sui guelfi. Aveva dalla sua l’imperatore Federico II di Svevia, che aveva inviato il figlio, il principe d’Antiochia, e milleseicento cavalieri teutonici.
Ma nel 1250, Federico muore e i guelfi ne approfittano per rimettersi in gioco. Tornano i fuoriusciti e, questa volta, sono i ghibellini a soccombere.
Con l’aiuto di Manfredi, figlio di secondo letto di Federico, i ghibellini tentano di tornare al potere, abbattendo il governo guelfo chiamato “primo popolo”. Ma la congiura viene scoperta. E ci sono condanne a morte e la cacciata delle più importanti famiglie ghibelline.
Farinata e i suoi si rifugiano a Siena. Non si dà per vinto. Non dà per vinta la sua fazione. Ottiene l’aiuto di Manfredi, che si presenta con ottocento cavalieri teutonici. Ma dànno manforte anche Arezzo, Pisa, Montalcino e Montepulciano.
Ed è la battaglia di Montaperti (4 settembre 1260).
Farinata si batte come un leone.
Ci sono morti a migliaia dall’una e dall’altra parte. Dante parlerà di strazio e grande scempio che fecero colorare di rosso il fiume Arbia.
Siena ha la meglio, e i ghibellini riconquistano Firenze. Lo fanno in modo non cruento, grazie a Farinata. E’ lui a ottenere, nel congresso di Empoli, che non abbiano la meglio gli estremisti, quelli che vorrebbero la distruzione di Firenze e i guelfi più importanti dispersi per ogni dove.
Anche per questo, Dante, di parte guelfa, pur mettendolo all’Inferno, giudica Farinata un uomo degno.
Uomo che troviamo protagonista del romanzo “Il cavaliere del Giglio”, di Carla Maria Russo.
Il romanzo – spiega l’autrice – nasce da un colpo di fulmine, da un innamoramento avuto a sedici anni al liceo. Oggetto dell’innamoramento: Farinata degli Uberti, protagonista indiscusso del X canto dell’Inferno di Dante.
“Un eroe, un grande condottiero, un uomo inflessibile e tutto d’un pezzo, pronto a pagare fino in fondo le proprie idee”.
Queste le caratteristiche che le sembravano emergere dall’affresco dell’Alighieri e le doti che, ai suoi occhi di adolescente, doveva possedere un uomo vero.
“Negli anni, il fascino di quella figura e, più in generale, la passione per il mondo dantesco e la Firenze “dentro da la cerchia antica”, è diventata più grande” e ha alimentato in lei “il desiderio di approfondire la conoscenza del personaggio, della società e del momento storico di cui è stato protagonista: un’epoca e un mondo caratterizzato da fortissime passioni, lotte feroci, odi inestinguibili, antagonismi estremi, inganni e tradimenti”.
Farinata muore pochi anni dopo Montaperti.
Il romanzo ha richiesto ricerche storiche minuziose, durante anni. Che hanno portato Carlo Maria Russo ad avere altri risultati importanti. Un affresco, non piccolo, della vita quotidiana del tempo. Le vicende pubbliche e private, oltre che di Farinata, anche di Neri. La fine drammatica degli Uberti.
Quando Firenze torna in mano ai guelfi, “tutto ciò che ricordasse gli Uberti venne cancellato”. Farinata e la moglie, la senese Adaleta, furono dissepolti e, addirittura, “condotti in giudizio davanti al Tribunale dell,’Inquisizione e condannati come eretici patarini”.
Sulle macerie dell’abitazione degli Uberti a Firenze, nel 1298, Arnolfo di Cambio costruisce quello che sarebbe divenuto Palazzo Vecchio.
Carla Maria Russo, nata a Campobasso, vive a Milano. Ha insegnato nei licei prima di passare alla ricerca storica, che definisce la sua grande passione.
Nel 2005, ha pubblicato “La sposa normanna”, che ha vinto i premi “Feudo di Maida” e “Città di Cuneo”. 

Titolo: “Il cavaliere del Giglio”
Autore: Carla Maria Russo
Editore: Piemme
Descrizione: pagg. 301
Prezzo: euro 15,50

Per segnalazioni o informazioni: riccardocardellicchio@interfree.it.

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