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Cascina

Cappelli (Pdl): "Le nostre stazioni ferroviarie sono spesso dormitori per i senza fissa dimora"

Secondo l'esponente dell'opposizione occorre un urgente accordo tra Comune e RFI per recuperare gli scali dismessi
11/10/2013 - 16:19

Rimanevamo sorpresi quando le cronache nazionali riportavano che persone senza fissa dimora trovavano un angolo per dormire all’interno delle stazioni ferroviarie di Roma, Milano per non morire di freddo e gelo. Increduli, oggi, e con sconcerto dobbiamo constatare che questo grave fatto succede anche a Cascina. Nel comune dell’accoglienza e del buonismo. Nel comune dove la sinistra governa da mezzo secolo. Le tre stazioni ferroviarie, ormai dismesse, sono diventate una sorta di dormitorio per i senza tetto.


Si assiste nella totale indifferenza delle istituzioni ad un fatto così grave: la stanza adibita all’attesa del treno è occupata da senza tetto, così che i pendolari o gli utenti del treno non possono neppure obliterare il proprio biglietto e, quando piove, preferiscono stare sotto la pioggia per evitare il forte e cattivo odore.


Una situazione che richiede immediate risposte, sia in termini di accoglienza verso i senza tetto sia verso i pendolari che reclamano uno spazio adeguato e protetto dove poter attendere l’arrivo del treno oppure dove possono procurarsi delle risposte circa i diversi orari.


Come fare? Il sindaco si faccia subito carico di questo problema attraverso il coinvolgimento di RFI, al fine di liberare le salette di attesa ed al contempo recuperare, con il contributo del comune, una stanza presso le stazioni dismesse, da adibire a dormitorio per i senza fissa dimora.


Auspichiamo che presto venga discusso questo problema, senza strumentalizzazioni ideologiche, dal consiglio comunale. Al Sindaco spetta una proposta nel merito e, alla luce delle azioni che intenderà intraprendere con i responsabili e proprietari delle stazioni dismesse, proporre al consiglio comunale un progetto serio e credibile. Da parte nostra crediamo che sia possibile conciliare sicurezza e accoglienza. Basta che ci sia la volontà politica per farlo.


Anche questo succede a Cascina. Il comune che per antonomasia si proclama pacifista, accogliente, rispettoso delle diversità ecc. ecc. ecc. ma che di fatto lascia a se stessi i senza fissa dimora e al contempo non garantisce sicurezza ai fruitore del servizio ferroviario.

 

Giacomo Cappelli, consigliere comunale PdL Cascina


 
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