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Firenze

La Regione prova a riattivare il corso di laurea in cultura e progettazione della moda

Danti (Pd): “La capitale della moda non può fare a meno corso attualmente soppresso”. Villa (Pdl): “Coinvolgere privati e ateneo per riattivare indirizzo laurea”
11/10/2013 - 19:54

“In ogni caso la capitale della moda, Firenze appunto, non può fare a meno del corso di laurea in cultura e progettazione della moda, e per questo ci sarà anche un’iniziativa pubblica proprio in Consiglio regionale”, dove comunque è già prevista una mostra degli elaborati degli ultimi laureandi.

 

E’ quanto dichiarato dal presidente della commissione Cultura, Nicola Danti (Pd), al termine della lunga audizione di Alessandro Ubertazzi, presidente del corso di laurea ormai soppresso dall’Università di Firenze. Danti ha tra l’altro annunciato l’attivazione di un focus sul sistema moda “per conoscerne numeri, occupazione, capacità di attrazione degli investimenti”. 

 

Nelle parole di Ubertazzi i numeri dei corsi di laurea di moda dell’ateneo, articolati nella facoltà di architettura (progettazione della moda), in quella di lettere e filosofia (cultura e stilismo) e anche nella interfacoltà di lettere e filosofia- architettura (cultura e progettazione della moda, appunto). Secondo il vicepresidente della commissione, Tommaso Villa (Pdl),  è opportuno “coinvolgere il mondo privato ma anche il rettore di Firenze, perchè si tratta di una questione importante che interessa gli studenti”. Per la consigliera Daniela Lastri (Pd) è giusto “investire nel rapporto tra economia, territorio e formazione, così da indirizzare gli studenti in un ambito che è tra le più significative proposte toscane e dove serve una nuova integrazione con il privato”.

 

L’audizione ha permesso ai commissari di entrare nel contesto di un corso di laurea che, ha detto Ubertazzi, ha già mostrato di avere un mercato di riferimento e che è di sicuro richiamo per gli studenti anche dall’estero (quasi 1700 gli studenti formati dal 2001 al 2011 dai tre corsi di moda dell’Università fiorentina).

 

Un punto ribadito anche in riferimento alle strutture private già presenti sulla piazza fiorentina e non solo, come nel caso del Polimoda. Si tratta di scuole apprezzabilissime ma di percorsi diversi, ha ribadito Ubertazzi, e che anzi insieme potrebbero definire un’offerta integrata in un settore di prima importanza per l’economia toscana.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale


 
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