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Firenze

E’ demotorizzazione in Toscana per autobus e autocarri merci

Dopo anni di crescita, tra il 2011 ed il 2012 il parco circolante è calato
11/10/2013 - 22:17

Tra il 2011 ed il 2012 il parco circolante di autocarri per il trasporto merci in Toscana è calato del 3,58% e quello di autobus dello 0,60%. Questi cali, mette in evidenza il Centro Ricerche Continental Autocarro (autore dello studio da cui emergono questi dati), avvengono dopo anni di crescita e costituiscono un primo segnale di demotorizzazione.

 

Lo studio del Centro Ricerche Continental Autocarro fornisce anche i dati provinciali sull’andamento del parco circolante, come si vede della tabella qui sopra. Mentre in provincia di Firenze, Livorno, Pisa, Pistoia e Siena entrambi i comparti sono in calo, ad Arezzo, Grosseto, Lucca, Massa Carrara e Prato diminuisce solo il parco circolante di autocarri, mentre quello di autobus cresce. 

 

A livello nazionale la tendenza generale evidenzia un calo in entrambi i comparti; vi sono, però, alcune eccezioni. Il parco circolante di autobus cresce in Basilicata (+1,67%), Lazio (+0,22%), Molise (+1,93%), Puglia (+0,94%) e Umbria (+1,06%). Nel caso degli autocarri merci le regioni che evidenziano un aumento del parco circolante sono: Basilicata (+0,97%), Calabria (+0,66%), Molise (+0,53%), Sardegna (+0,95%), Sicilia (+0,61%), Valle D’Aosta (+1,31%). Sempre per ciò che riguarda gli autocarri merci spicca l’aumento registrato in Trentino Alto Adige, che è del 18,42%, ed è causato dalle politiche fiscali favorevoli (in particolare per ciò che riguarda l’IPT) messe in atto dalla Provincia di Trento.

 

I dati sopra esposti confermano che la situazione del comparto dei trasporti di persone e merci su strada nel nostro Paese è di profonda crisi. Di fronte alla forte concorrenza degli operatori stranieri, le aziende italiane tradizionali trovano sempre più difficoltà a sussistere, dovendo anche sostenere costi fiscali più alti. Uniti al pesante clima di incertezza politica ed economica, questi fattori hanno in pochi anni causato la chiusura di molte imprese di trasporto e la drastica riduzione degli addetti che questo settore occupava.

 

Non si deve però dimenticare che in Italia non c’è oggi un’alternativa credibile al trasporto su gomma, che rappresenta la modalità più usata per spostare merci e persone nella nostra Penisola. Continental conferma la sua grande attenzione nei confronti del comparto dell’autotrasporto, con lo sviluppo di prodotti tecnologicamente all’avanguardia e servizi centrati sulle esigenze delle società di trasporto che permettono di tenere sempre sotto controllo le performance dei veicoli che fanno parte della flotta e quindi anche di contenere le spese di gestione, incluse anche quelle per l’acquisto di carburante.

 

Con un fatturato di 32,7 miliardi di euro riferito al 2012, il Gruppo Continental è uno dei primi fornitori dell’industria automobilistica nel mondo. Come produttore di pneumatici, sistemi frenanti, sistemi e componenti per motore e telaio, strumentazione, soluzioni per informazione ed elettronica di bordo ed elastomeri tecnici, Continental offre un cospicuo contributo alla sicurezza nella guida e alla protezione globale dell’ambiente. Continental è inoltre un partner competente nel campo della comunicazione in rete per autoveicoli. Il Gruppo Continental occupa attualmente circa 175.000 dipendenti in 46 Paesi.

Fonte: Continental - ufficio stampa


 
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