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Empoli

Rinasce la Fondazione San Girolamo Emiliani: nuova sede e 22 alloggi - VIDEO e FOTO

Un finanziamento regionale per quasi 2 milioni di euro per 1110 metri quadri. Spazio a un libro che ripercorre la storia, poi il taglio del nastro. Il programma della giornata
12/10/2013 - 15:38

 Una mattinata che ha emozionato coloro che conoscevano la storia della ‘Fondazione San Girolamo Emiliani’ di Empoli, ed erano in molti stamattina, e quelli che l’hanno ascoltata per la prima volta attraverso le parole dei ‘protagonisti’. Oggi, sabato 12 ottobre 2013, al Museo del Vetro di Empoli è stato presentato il libro dell’autore Antonio Sereni, ‘La Fondazione San Girolamo Emiliani. Una struttura moderna per una storia antica. Una rinnovata risorsa per la comunità empolese’ a cui hanno partecipato e preso parola Carlo Pasquinucci, vicesindaco del Comune di Empoli; Vittorio Bugli, assessore alla Presidenza della Regione Toscana; don Guido Engels, presidente della ‘Fondazione’; Marco Carraresi, consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Toscana.

 
«Un momento importante per la nostra città che è di tutti – ha detto Carlo Pasquinucci, prendendo la parola ed aprendo i lavori della mattinata, subito dopo l’apertura di don Guido Engels che ha raccontato da dove tutto cominciò e cioè dal lontano 1856 – perché quel fabbricato posto tra via Mario Fabiani e via Giuseppe Verdi, illustrato nel libro dell’autore Antonio Sereni che è qui a questo tavolo e che a breve andremo ad inaugurare, è la sintesi di tanti sforzi fatti da tante persone. Il primo grazie e non potrebbe che non essere così va alla Regione Toscana questa mattina ben rappresentata dall’assessore Bugli che ha istituito un politica sulla casa intelligente, il privato che può accedere ai finanziamenti pubblici ed il Comune di Empoli che ha cofinanziato questa opera. Tutti insieme bisogna gioire di questo risultato – ha proseguito Pasquinucci, concludendo – e le associazioni che sono state nella ‘Fondazione’, continueranno ad essere parte integrante di quell’edificio».
 
Dopo l’apertura di Pasquinucci, la parola a Vittorio Bugli, assessore alla Presidenza della Regione Toscana. «Una storia vissuta in tante forme e passaggi anche quando ero sindaco di Empoli – ha detto Vittorio Bugli - . C’è tanta Empoli in questa operazione ed è il fare che Empoli ha dato nelle sue Istituzioni. Una città che da sempre ha avuto una maggiore attenzione verso la solidarietà, i bambini e le donne; il carcere a custodia attenuata, il Premio Pozzale, le Pari Opportunità. Questa è la nostra città. Questa è l’Empoli del fare. E’ finito un percorso e ne cominciamo un altro». Bugli ha rivolto anche un pensiero, doveroso, alle mamme che si trovano ristrette con i propri bambini nel carcere di Sollicciano a Firenze, a cui si deve dare una risposta veloce perché di tempo non ce n’è più e c’è bisogno di risposte.
 
Anche il consigliere segretario dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale della Toscana, Marco Carraresi, ha rivolto il plauso del Consiglio regionale toscano alla iniziativa, che ha finanziato una parte del libro di Sereni e ne ha parlato come uno strumento che fa memoria, che serve a far memoria, né nostalgia, né ricordo, ma serve per fare il presente. 
 
 
Poi le parole rotte dalla commozione di don Corso, che non è intervenuto da relatore, ma per ricordare ‘il padre’ della Madonnina del Grappa, don Giulio Facibeni che tanto assomiglia al nostro Papa Francesco, ha detto. E come lo ha ricordato l’autore del libro, Antonio Sereni che ha concluso la mattinata al Muve per poi procedere alla inaugurazione della nuova sede della ‘Fondazione’, «la mia dedica che trovate nel mio libro a pagina tre è a lui dedicata; a colui che promise che l’Opera della ‘Madonnina del Grappa’ sarebbe diventata una istituzione amata da tutti, per tutti e di cui lui non si prese alcun merito definendosi semplicemente ‘il facchino della Provvidenza’. La mattinata si è conclusa con il taglio del nastro con tutte la Autorità presenti ed un buffet offerto dalla ‘Fondazione’. 
 
 
IL SAN GIROLAMO EMILIANI
 
Il San Girolamo Emiliani è un complesso immobiliare di 22 alloggi, per un totale di circa 1.100 mq tra via Mario Fabiani e via Giuseppe Verdi. 
La porzione edificata si articola in due corpi di fabbrica a forma di “L” di cui, quello lungo via Fabiani costituisce il nucleo storico, preesistente già nel diciannovesimo secolo, mentre quello lungo via Verdi risulta edificato solo a partire dal secondo dopoguerra.
 
 
STORIA: Il complesso, utilizzato prevalentemente da istituzioni pubbliche (Comune e Provincia), aveva subito una serie di trasformazioni, e solo a partire dai primi anni 2000 era già in un totale stato di degrado.
Il quadro generale quindi giustificava ampiamente la necessità di un intervento urgente e globale, e le indicazioni impartite dalla Committenza allo staff tecnico furono, sin dall’inizio, di non discostarsi dall’utilizzazione originaria, destinandone una metà almeno alla residenza, mediante la definizione di alloggi (autonomi, indipendenti, funzionali e tipologicamente diversificati, per corrispondere a una vasta gamma di opzioni residenziali), rivolti non alle speculazioni del libero mercato, ma all’edilizia residenziale pubblica, in locazione a canone agevolato. La porzione residua del complesso avrebbe continuato ad ospitare invece Servizi ed Enti o Associazioni, impegnate nel sociale e nel volontariato.
 
 
PROGETTO: La progettazione ha puntato quindi su alcuni obiettivi strategici: prima di tutto la riorganizzazione e il recupero dello spazio della veranda, con conseguente copertura del corpo, lungo via Verdi, e la sua trasformazione in un ulteriore piano abitabile; la creazione di una rampa carrabile da via Verdi per l’utilizzo a parcheggio privato della corte interna; l’apertura di un nuovo ingresso all’estremità ovest del medesimo corpo lungo via Verdi, dove risultava già preesistente un vano scale.
Il secondo obiettivo è stato quello della riqualificazione funzionale, dal triplice punto di vista distributivo, strutturale ed impiantistico, con particolare riguardo alla porzione residenziale, potenziata fino a 22 alloggi (10 nel corpo lungo Via Fabiani e 12 in quello su via Verdi) e tipologicamente differenziata: mono, bi e trilocali.
 
 
Per quanto riguarda i piani sottostanti non residenziali si è mirato alla riorganizzazione dei servizi igienici, ma anche alla definizione di spazi il più possibile flessibili, per essere adattati ad una vasta gamma di potenziali scopi e utilizzazioni. La tipologia degli interventi è stata di tipo “leggero” sul corpo di fabbrica lungo via Fabiani (il nucleo storico), con un sostanziale rispetto della preesistenza muraria e distributiva, mentre è risultata più invasiva nel corpo di via Verdi, dove l’adeguamento alla normativa sismica ha imposto, oltre al consolidamento delle strutture esistenti (a partire dalle stesse fondamenta), l’introduzione di importanti elementi d’irrigidimento, quali i muri di controvento. 
Un capitolo importante è quello relativo agli impianti tecnologici (termico, idrosanitario ed elettrico) che sono stati completamente rinnovati, puntando sul conseguimento di un’alta qualificazione ed efficienza energetica, mediante la messa in opera di soluzioni a basso consumo e di fonti rinnovabili (vedi l’utilizzazione del solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria). Sempre nell’ambito del contenimento energetico il complesso è stato inoltre rivestito lungo tutte le facciate esterne con un “cappotto” in pannelli di polistirene, ad elevata inerzia termica e bassa conducibilità; mentre gli infissi esterni sono stati previsti del tipo a taglio termico e con vetro-camera basso-emissivo. 
Il terzo obiettivo è stato rappresentato dal superamento delle barriere architettoniche, per una fruizione totale del complesso immobiliare: dotazione dei vari corpi scala di un impianto elevatore, o in subordine di un servo scala; poi inserimento di opportune rampe di collegamento dove sussistesse la presenza di dislivelli, anche minimi, come ad esempio tra la quota del marciapiede pubblico e quella dei vari ingressi del complesso immobiliare. Un’attenzione speciale è stata dedicata ai servizi igienici, tutti di nuova istituzione e perfettamente accessibili in ogni zona aperta al pubblico, mentre con i requisiti della visitabilità e/o adattabilità negli spazi privati. 
Per quanto riguarda il colore delle facciate, dall’originaria tinteggiatura bianca è stata usata, in via Verdi, una tonalità paglierina, con inserzioni di rosso amaranto.
 
FINANZIAMENTO: Il finanziamento è della Regione Toscana, per un totale di 1.948.235 euro, così suddiviso:
Porzione di proprietà della FONDAZIONE SAN GIROLAMO EMILIANI (10 alloggi a canone sociale)
La Regione Toscana ha assegnato un finanziamento regionale pari a 452.000 euro alla Fondazione S. Girolamo Emiliani, per la realizzazione di alloggi a canone sociale, per quanto riguarda la porzione del complesso immobiliare di via Verdi - via Fabiani di proprietà della stessa Fondazione; 
 
Porzione di proprietà del Comune di Empoli 
(12 alloggi di edilizia residenziale pubblica - Erp) La Regione ha finanziato, per un totale di 1.136.235 euro, l’acquisto (di proprietà della Fondazione San Girolamo Emiliani) e il recupero di un fabbricato, denominato "fabbricato B", quale porzione del complesso immobiliare di via Verdi - via Fabiani. Mentre 360.000 euro è  stato a carico del Comune di Empoli. Si tratta di edilizia residenziale pubblica (Erp), il cui soggetto gestore e attuatore dell’intervento è Publicasa Spa.
 
 
L'intervista all'architetto Stefano Maltinti
 
 
 


 
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