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Prato

Alfano firma il 'patto per la sicurezza'. Rossi: "Ora politiche per la repressione dell'illegalità e l'integrazione"

Firmato in Prefettura dal ministro dell'Interno, dal governatore toscano, dal presidente della provincia e dal sindaco Roberto Cenni il 'protocollo' per rendere la città più sicura
12/10/2013 - 16:00

Regione Toscana, Prefettura, Provincia e Comune di Prato, alla presenza del ministro dell'interno Alfano, hanno rinnovato oggi il "Patto per Prato Sicura" firmato la prima volta nel 2007. Oltre all'attivazione del Tavolo nazionale interministeriale con la regia del ministero degli interni citato dal presidente Enrico Rossi nel suo intervento e che il ministro ha dichiarato di voler attivare il prima possibile, il Patto prevede ispezioni, collaborazione interforze e una lente di ingrandimento sul fenomeno migratorio per meglio capirlo (e quindi gestirlo), ma anche sistemi di videosorveglianza e qualche lampione in più per rendere più sicure strade e giardini. I problemi di Prato sono infatti da un lato quelli di tutte le grandi città, dove il degrado degli spazi urbani favorisce il diffondersi della piccola criminalità. E poi c'è l'aspetto peculiare, costituito dall'immigrazione (in buona parte cinese), la presenza di un distretto quasi parallelo e l'illegalità diffusa delle numerose aziende a conduzione straniera, che minano con le loro pratiche illecite un sistema di sana e auspicabile concorrenza.

 

Una città più illuminata e sorvegliata è una città dove si vive più sicuri. La Regione Toscana finanzierà così gli interventi sull'illuminazione pubblica e la videosorveglianza. La Regione Toscana, assieme alla Provincia di Prato, proseguirà anche la formazione della polizia municipale, con le forme già sperimentate in passato. C'è anche spazio anche per l'istituto Buzzi, una vera e propria istituzione in città, la scuola che ha formato per anni chimici, periti meccanici ma anche artigiani e imprenditori di tutto il distretto laniero. Sul fronte della sicurezza dei prodotti della filiera della moda l'intesa firmata oggi assegna al laboratorio del Buzzi le prove tecniche sui manufatti del distretto, per valutarne performance e individuare eventuali sostanze pericolose o sotto restrizione. Al laboratorio del Buzzi saranno assegnata dalla polizia anche le analisi sul materiale eventualmente sequestrato nel corso delle ispezioni..
 

 

"Ho accolto con molta soddisfazione le parole di Alfano quando ha confermato la volontà, più volte sollecitata dagli enti locali, di aprire un tavolo nazionale multidisciplinare per affrontare al meglio la questione pratese", ha commentato Enrico Rossi al termine della cerimonia. "Prato è una città chiave per la Toscana e il Patto odierno vede le istituzioni lavorare insieme con un approccio integrato affinché la sicurezza della città derivi sia dalla repressione dell'illegalità - a tutti i livelli, compreso lo sfruttamento dei lavoratori - ma anche da politiche di integrazione efficaci dei tanti stranieri presenti in città" - ha continuato il presidente.
 

 

Per Enrico Rossi "l'attivazione del tavolo nazionale permetterà per la prima volta di dare sistematicità ai tanti interventi che necessariamente devono stare insieme per ottenere risultati ancora migliori rispetto a quelli raggiunti fino ad oggi. Penso inevitabilmente ad un coordinamento tra i soggetti istituzionali del territorio con i ministeri dell'integrazione, degli esteri, della pubblica istruzione, della giustizia, del lavoro, della salute, delle finanze. Ma ogni aspetto che interessa un rafforzamento della sicurezza in città dovrà trovare un'interlocuzione nazionale. Da questo punto di vista la regia del ministero dell'interno sarà importante, e, in un periodo di stabilità politica come l'attuale, immagino possa dare frutti importanti per chi a Prato vive, lavora, costruisce il proprio futuro. La Regione Toscana c'è ed è in prima fila per dare sostanza a questo impegno" – ha concluso il presidente Rossi.

Fonte: Regione Toscana


 
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