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Arezzo

Musica sperimentale: in prima assoluta il “Suono sommerso” del flautista Roberto Fabbriciani

Domenica 10 aprile
10/04/2011 - 17:00

Ad Arezzo un concerto – evento dove sarà possibile ascoltare suoni e note elettroniche mai sentite prima d’ora, sintesi della manualità del musicista ma anche di un innovativo progetto scientifico. L’esibizione musicale s’intitola “Suono sommerso” e si svolgerà in prima assoluta domenica 10 aprile alle ore 17 al Circolo Artistico di Arezzo, Corso Italia 108, organizzata dalla Coingas S.p.A per ricordare i 10 anni dalla liberalizzazione del mercato energetico locale. Un evento che rientra nel programma della XIII Settimana della Cultura 9 – 17 aprile, organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

 

Sul palco il flautista Roberto Fabbriciani, nato ad Arezzo, musicista virtuoso e interprete originale con al suo attivo collaborazioni con i maggiori compositori del Novecento, da Cage a Nono, da Morricone fino a  Stockhausen, e il solista inglese di tuba Robin Hayward mentre dietro le quinte ci sarà il tecnico del suono Alvise Vidolin. Gli strumenti usati dai due musicisti sono del tutto nuovi e inediti per il grande pubblico. Fabbriciani suonerà il flauto iperbasso, strumento che ha progettato lui stesso dalle dimensioni gigantesche ( con i suoi 13 metri è il flauto più grande del mondo), dalle incredibili sonorità, misteriose e profonde. Hayward si cimenterà con la tuba micro tonale capace di emettere tutti i possibili microintervalli per creare effetti sonori più che il XIII secolo richiamano Jurassic Park. I suoni prodotti da questi due strumenti saranno filtrati e scomposti da un apposito e innovativo software creato dal laboratorio SaMPL di Padova, nell’ambito  di un progetto del Conservatorio Cesare Pollini sviluppato in collaborazione con l’Università di Padova.  Il risultato finale è un suono completamente naturale ma su frequenze fino al limite dei 18 hertz, sotto il quale nessun rumore è più ascoltabile dall’orecchio umano. Note abissali e gravi che non hanno niente a che vedere con la tonalità, che possono sparire nel nulla ma che avvolgono l’ascoltatore come una materia solida in una esperienza davvero unica e piena di fascino, da qui anche il titolo “Suono sommerso”. 

 

“L’obiettivo - spiega Roberto Fabbriciani - è quello di portare la musica d'arte ad un pubblico più vasto. L'aspetto tecnologico è servito a fare un ulteriore passo avanti ma  non si compone perché si hanno nuovi strumenti ma perché un pensiero musicale innovativo per esprimersi ha bisogno di questi mezzi”. L’ingresso allo spettacolo è ad invito.

 

 

Per informazioni:

tel. 0575.27 695

 

Fonte: Ufficio Stampa


 
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